Piano di Autocontrollo

HACCP sta per Hazard Analysis Critical Control Point, un metodo di analisi dei potenziali rischi igienici di un’azienda alimentare. Il suo obiettivo è proteggere la salute dei consumatori, per questo la normativa europea – che esiste dal 1993 ed è valida in Italia dal 1997 – impone ai titolari di ottenere una certificazione che attesti che l’azienda è in regola con tutte le norme su sicurezza e igiene alimentare.

Nel dettaglio

Ogni impresa e attività del settore alimentare deve quindi dotarsi di un manuale, o piano di autocontrollo, HACCP, contenente tutte le informazioni sui rischi dell’azienda e le misure per prevenirli ed eliminarli. E questo permetterà agli operatori di effettuare un autocontrollo razionale sul proprio lavoro e di produrre, conservare e vendere cibi e bevande che siano sicuri.

La certificazione HACCP individua:

  • i rischi chimici, biologici e fisici presenti in azienda da eliminare, ridurre o prevenire;
  • i punti critici di controllo che potrebbero creare un rischio;
  • i limiti di accettabilità dei punti critici;
  • le modalità per tenere sotto controllo i punti critici e prevenire i rischi;
  • le procedure da seguire regolarmente per verificare che le misure prese funzionino davvero;
  • i documenti dei quali deve dotarsi l’impresa per quanto riguarda la sicurezza alimentare.

Quando si parla di cibi e bevande, dunque, i rischi sono molti: pensate soltanto a quali pericoli possono comportare per le persone alimenti conservati nel modo sbagliato.

Ecco perché è fondamentale che non solo l’azienda sia certificata, ma che anche tutti i suoi operatori siano in grado di controllare ciò che fanno e i cibi e le bevande che utilizzano.

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