dom 16 settembre 2018

ISPRA: CHIARIMENTI SU HP14

L'ISPRA ribadisce, riprendendo la decisione 200/532/CE e la Comunicazione della Commissione europe (2018/C 124/01), che, la fase di valutazione delle varie caratteristiche di pericolo segue quella di individuazione del codice all'interno dell'elenco europeo dei rifiuto portando ad una delle tre seguenti fattispecie:

  • Il rifiuto è individuato esclusivamente da un codice non pericoloso, non accompagnato da una corrispondente voce specchio pericolosa;
  • Il rifiuto è individuato esclusivamente da un codice pericoloso (asteriscato), che non è accompagnato da una corrispondente voce specchio non pericolosa. Qui sarà necessaria la ricerca delle caratteristiche di pericolosità per la successiva gestione. Su questo punto i predetti orientamenti specificano che sarà necessario procedere con le fasi successive "al fine di determinare quali siano le caratteristiche di pericolo presentate dal rifiuto in questione, in quanto tali informazioni possono essere necessarie per adempiere le disposizione di cui all'articolo 19, della direttiva quadro relativa ai rifiuti, concernente la corretta erichettatura dei rifiuti pericolosi;
  • Il rifiuto è individuato da voci specchio, ossia da due o più voci tra loro correlate, di cui almeno una pericolosa ed almeno una non pericolosa.

 Nell’ambito della procedura di classificazione e, in particolare, nella fase di acquisizione delle informazioni sulla composizione del rifiuto, la determinazione del quantitativo di una lega di un metallo puro presente in forma massiva può fornire utili indicazioni ai fini della valutazione della pericolosità del rifiuto dovuta al contenuto di composti pericolosi di quel dato metallo”. La nota metodologica prosegue illustrando i criteri di valutazione della caratteristica di pericolo, i valori limite e i valori di cut‐off per le sostanze aventi tossicità per l’ambiente acquatico.

Successivamente, in merito ai metodi di prova, viene precisato che “valgono le indicazioni riportate dall’allegato alla decisione 2000/532/CE, con particolare riferimento a quanto specificato dal punto 1 e dal punto 2, secondo trattino, del paragrafo “valutazione e classificazione”. Aggiunge, l’ISPRA, che, posta la necessità di metodologie specifiche per la matrice rifiuto, è senz’altro conforme al dettato normativo l’applicazione dei test stabiliti dal regolamento 2008/440/CE e che ai fini della valutazione della tossicità acquatica di un rifiuto risultano applicabili i seguenti metodi di cui alla parte C dell’allegato al predetto regolamento: metodo C.1. – Tossicità acuta per i pesci; metodo C.2. – Saggio di immobilizzazione acuta in Daphnia sp; metodo C.3. – Alghe di acqua dolce e ciano batteri, prova di inibizione della crescita oppure metodo C26 – Prove di inibizione della crescita di Specie di Lemna, oppure, se necessario, metodo C20 – Prova di riproduzione con Daphnia magna.

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